
Per lavorare alla fondazione di una Scuola di Agritettura, Francesca Gattello ha immaginato un processo articolato in tre momenti:
Fase 1 – Manifesto situato della Scuola di Agritettura: sviluppato con Leonardo Mastromauro, ha avuto come esito la scrittura collettiva del Manifesto situato della Scuola di Agritettura, che ha definito l’etica, il lessico e gli orizzonti progettuali della Scuola, individuandola come pratica situata, circolare, transpecista, transgenerazionale, fondata su processi di cooperazione, alleanze tra specie e valorizzazione degli ecosistemi vernacolari.

Fase 2 – Materie prime. Abaco generativo dei materiali locali e delle tecniche vernacolari: gli studenti sono stati accompagnati alla costruzione di un primo Abaco dei materiali, inteso come strumento di ricerca, catalogazione e orientamento progettuale, raccogliendo specie vegetali, materiali minerali, scarti agricoli, tecniche costruttive e possibili applicazioni contemporanee nell’ambito della bioedilizia, del design e della progettazione ecologica. Tra gli output è stato sviluppato anche un prototipo editoriale dedicato alla canna comune (Arundo donax L.), come primo approfondimento monografico dell’Abaco.

Fase 3 – Pratiche di progettazione situata: un cantiere-scuola, guidato da Cosimo Francesconi, dedicato alla ristrutturazione parziale di una caseddha salentina in pietra a secco nel Parco dei Paduli, che ha messo in relazione bioedilizia, recupero del patrimonio rurale minore, materiali naturali e apprendimento attraverso il fare. Le lavorazioni – dalla stilatura delle fughe in calce idraulica al telaio ligneo, dal getto in calce-canapa alla copertura in canne, dagli intonaci in terra cruda alla battitura del pavimento, fino allarealizzazione di alcuni arredi interni, curata da Francesco Faccin – sono state intese sia come atti costruttivi, sia come pratiche pedagogiche.



















