Pietro Rigamonti

IL PUPARO

Grazie alla collaborazione con la famiglia Mauceri, pupari di Siracusa, si è lavorato alla progettazione e realizzazione di una scenografia per il mito di Alfeo e Aretusa. La scenografia è composta da una serie di 5 veli che accompagnano il mito nei suoi passaggi. La fluidità dell’acqua è rappresentata dalle stoffe libere di muoversi. La narrazione su tela richiama i cartelloni utilizzati per mostrare la trama dell’opera fuori dal teatro. I cambiamenti di stato, le trasformazioni e l’unione sono rappresentati attraverso un’astrazione di linguaggi che lascia libera l’interpretazione del mito. La sorgente, fonte di vita, diventa la carta del papiro che nasce dalle sue acque. La struttura leggera inquadra lo spazio lasciando attraversare i suoi confini, una quinta pronta ad adattarsi a più panorami futuri. I pupi prendono vita, narrano il mito.


ATLANTE DEI MATERIALI

Una raccolta di frammenti, recuperati dai fondali di Ortigia, che evidenzia la molteplicità di origini che formano l’identità culturale locale. Una collezione di pezzi provenienti da pavimentazioni o da finiture di interni, che pone sullo stesso piano i frammenti e le opere ancora visibili che rendono la Sicilia un’icona architettonica. Ciò che unisce i frammenti è il segno lasciato dall’uomo su di essi: gli artigiani locali sono la prova di un’eredità millenaria, mantenuta viva, di saperi arrivati d’oltremare. Più volte è stato difficile reperire i materiali originali che costituiscono i frammenti perché derivati da lavorazioni e saperi ormai perduti a causa di connessioni interculturali interrotte e da una richiesta di mercato insufficiente a mantenere attive le filiere produttive sul territorio. Queste criticità mostrano l’importanza e il dovere di condividere la resistenza anche simbolica che possiedono questi frammenti rispetto alla fragilità del contemporaneo, al fine di favorire una continuità col passato, pur nel cambiamento, e non una rottura.

Pietro Rigamonti