Natasha Scrofani

Corso

Design

Anno accademico

2018/2019

“U MILLICUCCU”

USO E LAVORAZIONE DEL BAGOLARO NELLA TRADIZIONE ARTIGIANA SICILIANA

Il lavoro si propone come ricerca sul legno siciliano, specificatamente sul Bagolaro dell’Etna, anche conosciuto come “millicuccu” o spacca sassi, legno dalle molteplici qualità, il bagolaro è sempre stato presente nella tradizione siciliana nella creazione di manufatti di dimensione più o meno piccola. Grazie alla collaborazione con Paolo Srofani, ultimo per età dell’attuale generazione della falegnameria Scrofani, emerge come le tecniche antiche di lavorazione del legno siano state da un lato sostituite da altre più innovative nonostante resti viva e presente la memoria del passato. Il progetto prevede la realizzazione di due lampade che riprendono la geometria di un collare bovino siciliano: la prima è realizzata con la tecnica antica in legno di bagolaro accettandone i limiti e le qualità, proprio come vuole la tradizione siciliana; la seconda, invece, è realizzata con la tecnica moderna, con l’ausilio di macchinari moderni e in legno di faggio.

Corso

Design

Anno accademico

2018/2019

DONNA – STORIA DI UNA BATTAGLIA CONTRO GLI STEREOTIPI

Il lavoro si propone di affrontare il tema del body shaming. Negli ultimi anni questa espressione inglese è entrata a far parte del linguaggio comune grazie anche – e soprattutto – a tutte quelle donne influencer che hanno denunciato e combattuto questa forma di violenza psicologica.

Nonostante i social siano lo strumento di diffusione più grande e veloce nel 2019, il fenomeno del body shaming ha ancora bisogno di un maggiore interesse, magari da parte di programmi televisivi e testate giornalistiche per far si che esso sia conosciuto da tutti: su un campione di 50 donne, il 60% di esse non ne ha mai sentito parlare, ne tanto meno sa di cosa si tratta.  La tesi è supportata da un’installazione interattiva che rappresenta il corpo di donna scomposto in 9 pezzi. Ciascuno di essi è la fotografia di una parte del corpo di 9 donne diverse che esse stesse sentono in difetto o che sono state bersaglio di commenti negativi. Alcune sono segnate da ferite di battaglie vinte, altre da difetti fisici o scelte di stile normalissime ma che vengono viste con occhio giudicatore. L’installazione fotografica è avvalorata da un profilo Instagram – per riprendere il tema social network – le cui anteprime sono le 9 foto installate che, aprendole, si scopre essere video interviste alle donne fotografate.